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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: mer 21 ott, 2009 - 18:47 
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Credo fosse un modo ironico per dire che ci sono state critiche assurde.

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: mer 21 ott, 2009 - 19:11 
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Mica capito la storia del 16.....:S

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: gio 22 ott, 2009 - 14:51 
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Samadhi: 7
Resign To Surrender: 7 ½
Unleashed: 9
Martyr Of the Free Word: 8 ½
Our Destiny: 8 ½
Kingdom Of Heaven: 8
The Price Of Freedom: 8 ½
Burn to a Cinder: 8
Tides Of Time: 9 ½
Deconstruct: 6 ½
Semblance Of Liberty: 8
White Waters: 9
Design Your Universe: 10

voto totale dell'album: 8 ½

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: sab 24 ott, 2009 - 14:37 
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Posto qui una mini recensione fatta da un mio amico, perchè trovo sia interessante..
Non c'è andato giù tenero, ma gli ha dato un sonoro 83/100, il che mi pare molto incoraggiante..

Cita:
Samadhi: intro orchestrale abbastanza nella norma, bello il lavoro del coro stile gregoriano

Resign to Surrender: il primo riff ricorda molto i dimmu del periodo in sorte diaboli, riff principale debitore ai fear factory, poco tiro in generale, preferiscono restare sul cadenzato. Simone fa subito una gran figura, la linea vocale in growl mi piace e Arjen fa un bel lavoro sui fill e sulle rullate.
in generale traccia da 6,5-7/10

Unleashed: bel tiro iniziale anche se non approvo che seguano tutti la stessa progressione il basso segue le chitarre e le tastiere ci fanno gli accenti sopra... strofa e bridge tenuti su da batteria e tastiere: lentina ma teatrale, quindi ok. Bello il ritornello. Bel lavoro di casse di arjen...entrato lui cambiato il gruppo, chapeau. Bella la parte sussurrata, i riff nel “botto” successivo  sono 100% death metal peccato si sentano poco cmq 7/10

Martyr: inizio molto thrash strofa molto...non thrash. Un cambio un po' forzato ma accettabile.
il ritornello m ricorda i blackmore's night 6/10 non di più

siamo a un terzo dell'album e già arriva il senso di già sentito...non bene

Our Destiny: ha un intro prevedibile, bello il piano, slap abbastanza ingenuo, powerballatona da singolo. Simone è migliorata molto sulla lirica. Seconda parte pestata, come da trademark della band. Isaac ci mette del suo e lo fa anche benino, anche come riffing si sente la mano nuova 6/10

Kingdom: troppo lunga. A circa 4:00 Isaac dimostra di saperci fare, ma tanto anche, gran riffing. Comunque suoni troppo pieni su KOH preferirei una produzione più asciutta. La produzione attuale enfatizza in maniera evidente le mediobasse frequenze, il problema qual'è? Che sommando le accordature da 7 o 5 corde (quindi in B), le tastiere e l'eccessivo riverbero (sia sulle chitarre che sulle tastiere) si crea un fondo di rimbombo sui bassi che se da un lato dà botta e riempie, dall'altro fa perdere tanto in definizione, proprio su una traccia in cui ci sono degli intrecci che varrebbe la pena sentire. Una produzione del genere andrebbe bene su chitarre accordate in E (quindi con meno bassi) e con un basso che non stesse sempre sulla nota più bassa ma spaziasse su tutto il range.
Tra l'altro in generale mi piace il suono di Yves, bello medioso, peccato che si perda troppo nel minestrone quando è affiancato alle chitarre. In sostanza avrei tolto un po' di riverbero e un pelo di bassi dalle chitarre, TANTO riverbero soprattutto dai violini e avrei asciugato in generale il mix finale K.O.H. 7,5/10 alcune cose da 8 ma penalizzata dai suoni

Burn to a cinder: parte come una classica a traccia degli epica, poi diventa un mid tempo dei megadeth cantato da una donna, per momento mi sta piacendo molto. La parte lenta con la doppia cassa stona un po' ma si collega bene col riff successivo quindi bene lo stesso. La linea vocale del ritornello è bellissima, stacco col pianoforte riuscitissimo, anche qui un po' più asciutti sulla produzione e mi piaceva di più. Assolo rock 'n' roll, la canzone guadagna punti su punti, qui si sono evidentemente dimenticati di suonare gothic sinfonico e hanno fatto una traccia metal 8,5/10 con bonus per l'assolo e per il finale stile sinead o connor

Tides of time: 8,5 anche a tides... ottima traccia per incontri intimi...

Deconstruct: 9 secco, le radici nel metal estremo si fondono con una melodia quasi pop...e stranamente la cosa mi piace! Bel tiro, bei riff,tastiere e coro nei punti giusti...bella.

Semblance of liberty: il riff con più tiro di tutto l'album, stranamente senza il buco melodico/stucchevole, un bel thrash/death moderno condito di tastiere e voce femminile..9,5/10 e miglior pezzo dell'album.

White waters: L'intro mi ricorda One dei metallica...ma perchè io sono un thrashone...atmosfere soffuse, arpeggini, duetto...Trois Vierges parte seconda, nulla da eccepire ma non è il mio genere di traccia 7/10

Design your universe: ovviamente partenza soffusa, dopo WW una schitarrata potrebbe uccidere XD. Crescendo educato e graduale, poi via di riffone (e qui mi si odierà) di scuola Korn! Come da copione la strofa ipermelodica acustica blocca il tiro, ma si è capito che è il loro stile e quindi non recriminiamo... l'alternanza leggero/pesante è ben gestita e per quanto molto marcata, non da fastidio. Non è il mio genere, a plauso alla composizione: 8/10

Incentive: è una bonus ergo sv, comunque mi aggrada.

in generale album di fascia medio alta, sicuramente al momento non hanno rivali nel loro genere. 83/100, diciamo che al momento gli epica per il metal femminile sinfonico sono quello che erano i dimmu borgir per il black melodico; nuovi arrivati e simone sugli scudi, ottimo lavoro. Yves come al solito fa il suo andando dritto, una vita da mediano..[ha fatto questo commento particolare per Yves perchè lui è bassista NdThelooser]

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...dark angels lost in a dream
are silent melodies
inhabiting our minds...


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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: sab 24 ott, 2009 - 14:53 
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molto bella. anche xke e' molto simile alla mia (quando sara' finita), non tanto x i voti ma alcune considerazioni le reputo molto vere.

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: sab 24 ott, 2009 - 19:34 
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thelooser ha scritto:
Posto qui una mini recensione fatta da un mio amico, perchè trovo sia interessante..
Non c'è andato giù tenero, ma gli ha dato un sonoro 83/100, il che mi pare molto incoraggiante..

Cita:
Samadhi: intro orchestrale abbastanza nella norma, bello il lavoro del coro stile gregoriano

Resign to Surrender: il primo riff ricorda molto i dimmu del periodo in sorte diaboli, riff principale debitore ai fear factory, poco tiro in generale, preferiscono restare sul cadenzato. Simone fa subito una gran figura, la linea vocale in growl mi piace e Arjen fa un bel lavoro sui fill e sulle rullate.
in generale traccia da 6,5-7/10

Unleashed: bel tiro iniziale anche se non approvo che seguano tutti la stessa progressione il basso segue le chitarre e le tastiere ci fanno gli accenti sopra... strofa e bridge tenuti su da batteria e tastiere: lentina ma teatrale, quindi ok. Bello il ritornello. Bel lavoro di casse di arjen...entrato lui cambiato il gruppo, chapeau. Bella la parte sussurrata, i riff nel “botto” successivo  sono 100% death metal peccato si sentano poco cmq 7/10

Martyr: inizio molto thrash strofa molto...non thrash. Un cambio un po' forzato ma accettabile.
il ritornello m ricorda i blackmore's night 6/10 non di più

siamo a un terzo dell'album e già arriva il senso di già sentito...non bene

Our Destiny: ha un intro prevedibile, bello il piano, slap abbastanza ingenuo, powerballatona da singolo. Simone è migliorata molto sulla lirica. Seconda parte pestata, come da trademark della band. Isaac ci mette del suo e lo fa anche benino, anche come riffing si sente la mano nuova 6/10

Kingdom: troppo lunga. A circa 4:00 Isaac dimostra di saperci fare, ma tanto anche, gran riffing. Comunque suoni troppo pieni su KOH preferirei una produzione più asciutta. La produzione attuale enfatizza in maniera evidente le mediobasse frequenze, il problema qual'è? Che sommando le accordature da 7 o 5 corde (quindi in B), le tastiere e l'eccessivo riverbero (sia sulle chitarre che sulle tastiere) si crea un fondo di rimbombo sui bassi che se da un lato dà botta e riempie, dall'altro fa perdere tanto in definizione, proprio su una traccia in cui ci sono degli intrecci che varrebbe la pena sentire. Una produzione del genere andrebbe bene su chitarre accordate in E (quindi con meno bassi) e con un basso che non stesse sempre sulla nota più bassa ma spaziasse su tutto il range.
Tra l'altro in generale mi piace il suono di Yves, bello medioso, peccato che si perda troppo nel minestrone quando è affiancato alle chitarre. In sostanza avrei tolto un po' di riverbero e un pelo di bassi dalle chitarre, TANTO riverbero soprattutto dai violini e avrei asciugato in generale il mix finale K.O.H. 7,5/10 alcune cose da 8 ma penalizzata dai suoni

Burn to a cinder: parte come una classica a traccia degli epica, poi diventa un mid tempo dei megadeth cantato da una donna, per momento mi sta piacendo molto. La parte lenta con la doppia cassa stona un po' ma si collega bene col riff successivo quindi bene lo stesso. La linea vocale del ritornello è bellissima, stacco col pianoforte riuscitissimo, anche qui un po' più asciutti sulla produzione e mi piaceva di più. Assolo rock 'n' roll, la canzone guadagna punti su punti, qui si sono evidentemente dimenticati di suonare gothic sinfonico e hanno fatto una traccia metal 8,5/10 con bonus per l'assolo e per il finale stile sinead o connor

Tides of time: 8,5 anche a tides... ottima traccia per incontri intimi...

Deconstruct: 9 secco, le radici nel metal estremo si fondono con una melodia quasi pop...e stranamente la cosa mi piace! Bel tiro, bei riff,tastiere e coro nei punti giusti...bella.

Semblance of liberty: il riff con più tiro di tutto l'album, stranamente senza il buco melodico/stucchevole, un bel thrash/death moderno condito di tastiere e voce femminile..9,5/10 e miglior pezzo dell'album.

White waters: L'intro mi ricorda One dei metallica...ma perchè io sono un thrashone...atmosfere soffuse, arpeggini, duetto...Trois Vierges parte seconda, nulla da eccepire ma non è il mio genere di traccia 7/10

Design your universe: ovviamente partenza soffusa, dopo WW una schitarrata potrebbe uccidere XD. Crescendo educato e graduale, poi via di riffone (e qui mi si odierà) di scuola Korn! Come da copione la strofa ipermelodica acustica blocca il tiro, ma si è capito che è il loro stile e quindi non recriminiamo... l'alternanza leggero/pesante è ben gestita e per quanto molto marcata, non da fastidio. Non è il mio genere, a plauso alla composizione: 8/10

Incentive: è una bonus ergo sv, comunque mi aggrada.

in generale album di fascia medio alta, sicuramente al momento non hanno rivali nel loro genere. 83/100, diciamo che al momento gli epica per il metal femminile sinfonico sono quello che erano i dimmu borgir per il black melodico; nuovi arrivati e simone sugli scudi, ottimo lavoro. Yves come al solito fa il suo andando dritto, una vita da mediano..[ha fatto questo commento particolare per Yves perchè lui è bassista NdThelooser]


Lusinghiera direi.

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E direi che la citazione degli Epica ci sta a pennello.

Reality is a dream
but your dream isn't real
All that you'll ever feel
is others dream
that you will steal

-EPICA-


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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: sab 24 ott, 2009 - 20:00 
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1-2 Samadhi - Resign To Surrender
Entrata molto composta, non aulico ne’ troppo gioioso come altri. Una perfetta fusione. Un buon inizio di album. Strumenti entrano con circospezione ma ingranano subito. L’arrivo di simone e’ una gioia x le orecchie: timbro, tonalita’ e nerbo giusto. Il coro austero porta alla parte centrale dove il ritornello di simone (particolare), il parlato e l’assolo identificano la canzone. La soluzione migliore. Finalmente un assolo utile e non inserito in fretta e furia come sembra in Beyond. Simone solitaria ci riporta al recente passato ma si sente che l’aria e’ cambiata. Botta e risposta di coro e simone e tra simone e chitarra sono molto coinvolgenti. L’orchestra quando entra chiude le danze insieme al parlato. Peccato x una chitarra in back troppo poco evidenziata. Completa, varia e fresca. 7,5

3 Unleashed
Coro severo e ringhiata di strumenti di tipico stampo epico del nuovo corso. Headbanging a gogo. Simone riporta la calma con una melodia semplice e accattivante (sara’ una costante dell’album), strumenti semplice tappeto. Ritornello vivace e in punta di piedi di stampo francese che anticipa l’ossatura della canzone. Simone padroncina della scena grazie al sottovoce sorridente e irriverente. Coro severo che desta e corrobora. Empasse sfiziosa che apre all’ossatura (pre e ritornello). Varieta’ di canto e stile di Simone la rendono magnifica. Chiusura con ringhiata di strumenti che riportano all’inizio. Ma chi ha detto che il lirismo non serve più? Se costante stucca, a piccole dosi rende tutto piu emozionante. E che bel singolo hanno scelto! 8

4 Martyr Of The Free Word
Partenza strumenti e orchestra di gran rabbia. Batteria perfetta. Frenata x un intermezzo nuovo x gli epica che anticipa una Simone interlocutoria che zuccherina la canzone. Ritornello in perfetto stile epica che si chiude con sfuriata. Anche questo e’ ormai e’ un tipico passaggio epica. Coro gregoriano carino ma non ha appeal (x me) in una canzone aggressiva come questa. Al momento mi sembra piu’ uno sfizio che altro. Ma di sicuro non stona. Empasse d’archi leggera e graziosa x un assolo che funge da ponte in una situazione che sembra un po’ persa. Ritornello e sfuriata. Tipica canzone rollercoaster di stampo epico. Questa me la penalizza un po’ xke sa di scontato. Specie il macinino centrale fotocopiato x il finale. Forse una soluzione geniale finale l’avrebbe resa molto migliore. 6,5

5 Our Destiny
Inizio tastierino orchestrale. Simone da seduta racconta la sua storia. Sembra la classica canzone epica, ma c’è qualcosa in più: una Simone e vivace. Spesso le canzoni degli epica partono in sordina (alcune volte troppo) salvo riprendersi alla grande nella parte centrale. La canzone fino adesso è solo di Simone. Se non si entra dentro la melodia e il gioco di Simone rischia di risultare stucchevole e dilatata. Fade out di strumenti con simone che non annoia e ripartenza citofonata (forse un allungamento della nota di simone con piu potenza sarebbe stato piu coinvolgente). Presenza di growl di stampo TDC. Grazie a questa ripartenza ci ricorda che la struttura dolcezza-aggressività e’ molto cara agli epica. Una seconda parte con elementi arricchiti rispetti all’inizio. Altra novita’. Ritornello come da inizio che si conclude con un ulteriore rimaneggiamento del coro. Non si ripete quasi mai quindi piu si ascolta piu acquista valore. Se fosse stata meno ridondante forse sarebbe stata migliore. 7

6 Kingdom Of Heaven
Inizio che ha l’aria di un quarto d’ora incollati alla sedia. Il coro aulico, che viene trailerizzato in maniera egregia, introduce il ritornello pieno di nerbo con orchestra che arricchisce il suono. Struttura, che non stanca, e ritornello si alternano bene grazie alla sfuriata epica. Empasse corale con ottimo mood strumentale che anticipa una caratteristica epica: simone soave che troneggia con il coro lontano. Gioco corale maschile e femminile con strumenti che tengono vivo l’interesse e fanno da collante grazie a una buona cadenza epica. Intermezzo strumentale di alto profilo con parallelismo chitarre archi. Richiami allo stile opeth con orchestra che arricchisce. Simone entra come una regina tra petali dell’acustico opethiano. E’ il turno maschile e lo scream conduce a una nuova canzone: strumenti anni 90 con assolo 80ntiano. Austerità riporta allo stile epica con ritornello dal sapore di 10 minuti prima. Coro finale e Simone di nuovo tra il coro lontano, proprio come ci ha abituato questo album. Le canzoni cosi’ lunghe diventano tali se sono monotone, ripetitive e stantie. Questa pare essere perfino corta tant’e’ coinvolgente passo dopo passo. 9

7-8 The Price Of Freedom - Burn To A Cinder
Intro da film x uno dei migliori inizi dell’album. Ma dura troppo poco. Balletto swing di chitarre che accompagnano una simone canonica. La cadenza mi ricorda i nw. Non mi piace molto xke trovo la scelta banale. Ritornelli 1 e 2 fa singolone, ma non e’ un male. Dopo Kingdom serviva una canzone leggera, di passaggio, di facile appeal. Tipica frenata epica con simone solitaria, la trovo un po troppo distante. Assolo che lega bene, ottimo tocco. Ritornello 2 che ritorna. Orchestra che chiude con una simone soave e dolce (finalmente) che apre alla canzone successiva. 6,5

9 Tides Of Time
Delicatezza. Una ballata a-generica, cioe’ che non rientra in nessun canone. Non scontata, semplice, nostalgica, particolare. Talmente particolare che mi ricorda almeno 2 canzoni del passato in ambiti molto disparati. Una canzone ottima anche da male. Ma c’è una simone fe(no)m(en)ale che brilla divertita, convinta e multitasking. Varia e tridimensionale rispetto a una chasing dove la sento sempre monocorda e bidimensionale. Onde notturne che trasportano una leggera brezza da pelle d’oca. Finalmente una ballata epica che mi piace. Si spera che non finisca mai. Mark dove l’hai copiata? Simone quando hai imparato a cantare cosi’? 9

10 Deconstruct
Un inizio orchestrale e una melodia subito gentile e portante con strumenti concentrati x il growl. A questo punto dell’album c’e’ il rischio che diventi troppo stucchevole. Cambio in perfetto stile TDC, duetto simone growl forse troppo abusato xke scontato. Una canzone retro’ da questo punto di vista. Classica canzone epica. Ma c’e’ una Simone nuova (?). Ma ecco la sorpresa: un coro con simone stupendo che apre ad archeggi di inizio 900 (peccato non valorizzati a dovere). L’ottimo TDC con un coro perfetto.
La marcia in piu’. Se poi Simone si permette di fare da collante in maniera cosi delicata la novita’ e’ servita. 7

11 Semblance Of Liberty
Partenza a razzo. Nerbo struttura potenza. Archi che ringhiano in back. Galoppo convincente con il solito growl epico. Gli archi sono di default ma si ha la sensazione che siano un qualcosa in piu’, non la colonna portante. Simone stacca il paragrafo. Voce fuori campo che anticipa lo stacco strumentale. Un cambio non scontato come altri. Soluzione solenne unita alla potenza. Altra novita’. Campionamento in stile epico. Se si valutano questi cammei solo come parte e non come funzione è facile poi ritenerli autocitazioni di TDC. 7,5

12 White Waters
Nuova ballata. Ha la sfortuna di essere facilmente paragonata all’altra. E ne risulta ampiamente frastornata. I duetti epici non mi sono mai piaciuti. Lui non lo conosco (cioe’ si, ma non l’ho mai sentito nella sua band) quindi non so dire come si comporti rispetto ai suoi standard. Simone mi sembra l’alunna precisa ma senza rischiare nulla. In ogni caso non e’ da buttare. Sicuramente con il testo davanti potra’ guadagnare qualcosa. 6

13 Design Your Universe
Apertura da concerto di capodanno. Come davanti alla porta di entrata di un delikatessen ci si lecca gia i baffi. Strumenti che aprono ancora una volta una simone deliziosa, forse un po’ troppo mielosa. Il growl arriva un po troppo frettoloso. Ma è il ritornello corale che finalmente disegna un sentimento aulico, austero e severo. Finalmente una title track degna dopo il fiasco di TDC. Simone passeggia a fronte alta come sempre, come in tutto il disco. Intermezzo d’archi godibile e non forzato che chiude con un coro da ouverture prima del ritornello corale. Non stanca. Finale in rilascio da titoli di coda, prima del saluto di simone. 8

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: lun 26 ott, 2009 - 23:32 
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1. Samhadi: è una bella traccia, con ottime orchestrazioni e magnifici cori. Valutandola da sola (e si può fare, dato che cammina con le proprie gambe) è ottima, come intro un po’ meno, dato che la canzone successiva si autointroduce, rendendola inutile. 8

2. Resign To Surrender: intro corale, chitarre martellanti da brivido e un growl di Mark sincopato e coinvolgente. Buon ritornello con una Simone in forma smagliante che ci mette subito a nostro agio in mezzo alla tempesta di metallo. Ottima la ripresa più tranquilla, con piano e orchestrazioni da brivido, che ci conduce alla parte finale segnata dal duello fra Simone ed un bellissimo coro solo maschile.

3. Unleashed: Un coro indiavolato introduce un fantastico tre quarti da headbang assicurato. Simone si impone subito in un tono che da solo dice quasi più delle parole, possiamo quasi immaginarla che guarda indietro al passato con rimpianto e autocritica. Ottimo ritornello che si pianta in testa, come ogni singolo che si rispetti. Molto apprezzata la ripresa della strofa, che modifica tuttavia il tema, dopo il bridge. Il climax aumenta poi gradualmente sino ad arrivare al finale che è una festa dei sensi, in particolare grazie all’orchestrazione che cresce togliendo il fiato fino alla risoluzione finale. 9

4. Martyr Of The Free Word: intro spaccaossa che introduce una Simone su note più basse del solito, dal timbro tagliente ed aspro, quasi beffardo, in alcuni punti. Il che è una delle perle della canzone. La seconda, ovvero il coro gregoriano, è tuttavia anche il suo unico difetto: troppo corto, lascia insoddisfatti. Per questo non è un dieci.

5. Our Destiny: dopo l’introduzione strumentale ci si aspetterebbe l’esplosione di violenza, ed invece sorpresa, arriva subito la strofa “calma”. Simone è splendida, versatile come mai prima d’ora, disinvolta nel passaggio dal moderno al lirico ed indietro. Mark, invece, è un accessorio abbastanza superfluo, che sembra infilato un po’ a forza in un contesto in cui è lei a dirigere il tutto. Il ritornello è facile da assimilare ed efficace. Belli i cori finali, nonostante sappiano molto di Cry For The Moon. 9

6: Kingdom Of Heaven: l’intro spettrale, quasi angosciante, ci porta subito a scontrarci contro le chitarre granitiche che caratterizzano un po’ tutto l’album. Mark è in splendida forma e ci regala una performance di tutto rispetto, Simone porta un tocco di dolcezza che rende il tutto versatile ed appetibile a più di un palato. Musicalmente è una canzone ineccepibile, i cinque atti sono perfettamente coesi e cedono l’uno all’altro con naturalezza, variando la canzone ma senza renderla dispersiva; i testi, invece, lasciano un tantino a desiderare: sa un po’ di un polpettone in cui Mark ha voluto stipare un po’ forzatamente tutti i temi principali dell’album, accostandoli con eccessiva disinvoltura. Children of Light non è un nesso logico abbastanza forte da rendere graduale il passaggio dalla fisica quantistica alle esperienze di premorte, così, superato Bardo Thödol (che trovo troppo inconsistente per esistere come atto a sé stante), ci si chiede dove e quando si è cambiato argomento. Su Paragons of Perfection c’è il mio pezzo preferito della canzone (quello del primo trailer), che, tuttavia, affoga in mezzo a tutto il resto del materiale (cosa che mi dispiace). Peraltro, mi ricorda un po’ una cosa che ho già sentito altrove (su cui preferisco soprassedere). 9

7: The Price Of Freedom: per quanto bella, la trovo inutile come traccia a sé stante. Avrebbe potuto benissimo essere inclusa nella canzone successiva, anche se forse i discorsi in sottofondo non ci avrebbero azzeccato.

8: Burn To A Cinder: non so quanto il fatto che sia ispirata ad Intervista col Vampiro mi abbia condizionato, ma la adoro. Ritmo prepotente e quasi ballabile, Simone magnifica ed accattivante come sul Martire, sia sulla strofa che sul ritornello, testo fantastico, superba ripresa orchestrale seguita da un assolo di chitarra col (mio adorato in contesti heavy) pianoforte sotto, finale a sorpresa... che altro dovrei aggiungere? Why can’t I bleed with you? 10

9: Tides Of Time: l’inizio non è molto incoraggiante. Pianoforte, Simone zuccherina, sviolinate elegiache in sottofondo... gli ingredienti per la solita ballatona che ti promette lacrime ma riesce solo a farsi skippare regolarmente (specie dagli amanti delle power ballads come me) ci sono tutti. Ed invece, sorpresa sorpresa: Simone espressiva come mai prima, che passa da un moderno quasi sussurrato ad un lirico corposo e fa venire i brividi. La parte finale power poi rapisce totalmente. Col testo davanti, poi, è un’esperienza extrasensoriale, e le lacrime che ti promette arrivano puntuali. L’unico difetto sono io che sono troppo esigente e la batteria l’avrei voluta un po’ prima.

10: Deconstruct: è una canzone strana che non vuole farsi capire, ma che di sicuro non è tanto scontata come vorrebbe apparire. Ciò che secondo me disorienta maggiormente sono i costanti cambi di tonalità: l’attacco è in minore, l’intro strumentale parte in maggiore e la strofa cambia di nuovo tonalità, (sempre in maggiore). Bisogna dedicarle un po’ di tempo, ma alla fine la si rivaluta. Il duetto growl-soprano non è dei migliori, ma viene ampiamente compensato da una parte finale che è semplicemente da brivido: coro sincopato prima da solo, poi accompagnato da una Simone dalle note lunghe e corpose, che prende poi a sussurrare, di nuovo in sincope, mentre le voci sdoppiate si sovrappongono (a proposito, ma quella sul canale sinistro è mica Amanda?). Bellissimo il piano nella ripresa, anche se si sente poco.

11: Semblance Of Liberty: parte bene e continua anche meglio. Mark al microfono nelle strofe è un orgasmo, sia come esecuzione che per le ritmiche della sua linea vocale, ha qualcosa che mi piace da impazzire. Simone nel ritornello comunica magnificamente il senso di urgenza ispirato dalla canzone. La risatina malvagia di Arien, poi, è un capolavoro. 9

12: White Waters: sarebbe stata una canzone magnifica, se non fosse per il Kakko, melodrammatico sulle note basse, isterico su quelle alte, con una pronuncia spiccatamente gallurese (citando la definizione che un mio amico diede di quella di una sua illustre connazionale su Where Were You Last Night). Simone è triste, carezzevole e dolce sia nelle parti cantate che nei vocalizzi di sottofondo, ma non riesce da sola a riparare ai disastri del suo ospite. Con Fernando dei Moonspell sarebbe stato un dieci.

13: Design Your Universe: l’intro dice già tutto: nove minuti e mezzo incollati alle casse. L‘attacco della strumentazione pesante lascia intendere una traccia ricca di sfumature. Simone dà i brividi sulla strofa, Mark la pelle d’oca sul pre-ritornello, il coro manda direttamente in orgasmo. Il bridge melodico riesce ad essere bello e convincente nonostante il fortissimo richiamo a Nevermore, quello di Mark spacca per conto suo. La successiva tempesta frenetica di chitarre-cori-batteria-orchestra fa crescere il climax fino alla ripresa del ritornello, che si risolve in un una parte melodica che fra orchestra e piano fa rimpiangere che questa canzone non ci fosse ancora ai tempi di Miscolc, per poi sfumare nella più bella outro che gli Epica abbiano mai composto, secondo punto obbligatorio di versamento lacrime dell’album. 10

Overview: un album sobrio nella sua ricchezza, coeso nella sua varietà e molto più maturo di lavori più blasonati, che lascia tuttavia un certo margine di miglioramento per il futuro (così ci tranquillizziamo sul fatto che non siamo sulla parabola discendente dopo il capolavoro). Come era facilmente prevedibile, per uno il cui elemento naturale sono i funerali dei Tristania, le storie di vampiri dei Theatre of Tragedy, le relazioni infelici degli Evanescence e i racconti su Lucifero dei Draconian, ho apprezzato molto di più i testi di Simone, più introspettivi e personalizzabili, rispetto a quelli di Mark: in alcuni punti l’ho trovato troppo bacchettone, in altri troppo catechista.
Piccola postilla: l’outro della title track è senza dubbio un incentivo maggiore a comprare la versione base di quanto Incentive non lo sia per prendere il digibook; non vale la pena di aggiungere altro dopo un’uscita così bella, a maggior ragione quel robo lì.

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
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Nella mia pagella il mio 8 1/2 di Tides Of Time diventa 9, mentre il 9 di Unleashed diventa 9 +!! xD

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: mar 03 nov, 2009 - 04:25 
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Io correggo il 9½ di Tides of Time in 10: lì sotto il palco ho fatto la fontanella, quel mezzo punto glielo do volentieri.

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: mar 10 nov, 2009 - 19:37 
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Chi mi conosce, sa che sarebbe successo: ridò le mie pagelle nuovamente.

Samadhi: 7. Passato l'entusiasmo iniziale, l'intro resta probabilmente il pezzo debole dell'album, bello il coro centrale, però come canzone è abbastanza inutile per la presenza dell'intro proprio in Resign.
Resign To Surrender: 8+. Bocciata Simone sui primi due ritornelli (mi fa vernire l'emicrania), ma dalla parte di piano à la As The Shadows Dance diventa una cavalcata magnifica. Probabilmente il terzo finale che preferisco nell'album.
Unleashed: 9+. Probabilmente è quella che sento più spesso, mi da moltissima carica!
Martyr of The Free Word: 10 e lode. Come prima.
Our Destiny: 9.5. Come Unleashed, mi dà un sacco di carica, la Simone lirica mi fa impazzire, idem la chiusura con i cori, seconda chiusura migliore dell'album (che vale quel più in più rispetto ad Unleashed).
Kingdom of Heaven: 9.5. Malauguratamente, in qualche punto la corda si spezza e rende più difficile l'ascolto dopo molti ascolti. La mia suite preferita resta Consign To Oblivion. Ciò non toglie che è una bellissima canzone ed è la summa di una carriera fin adesso.
The Price of Freedom: 8.5. Come prima
Burn To A Cinder: 8. Mi tocca scendere. E' il pezzo che ha mostrato prima i suoi limiti: apprezzo molto le strofe, però la canzone dopo un po' diventa noiosa. Molto bene il finale.
Tides of Time: 11. 10 mi sembrava poco, scusate (lo stesso discorso lo faccio con altre due o tre canzoni degli Epica di altri cd). Son ossessionato da questa canzone, è bellissima, è commovente, è fantastica, non ho parole per descrivere la magnificenza che mi trovo davanti. Simone che usa il belting fa quasi sorridere.
Deconstruct: 8. Sì, alla fine l'ho rivalutata un po'. Mi sembra sempre un po' troppo scarna, però il finale mi piace un sacco! (Dall' if we ever)
Semblance of Liberty: 9+. E' diventata una delle mie preferite, una scarica di adrenalina. Ottima Simone, ottimo Arien, ottimo il coro, ottime le orchestrazioni!
White Waters: 9. Come prima.
Design Your Universe:8.5. L'ho rivalutata! Ha delle parti molto interessanti, odiosa Simone all'inizio (come su Resign), ma lo sviluppo è veramente sublime, va migliorando sempre di più, fino a chiudersi con il miglior finale dell'album. Piano, Simone, affievolirsi: le tre parole chiave son queste. Questo finale è uno dei quattro momenti più alti nella discografia degli Epica, a mio parere, a pari merito con il vocalizzato a metà di Façade, il finale di Mother of Light e la parte del "Too much thinking" di Consign To Oblivion.
Incentive: 5-. Mi secca, ma devo dare la seconda insufficienza agli Epica (dopo Palladium). La trovo veramente irritante e fuori luogo. Bocciata.

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Hope is a desert running dry
Deep inside
You refuse to face the facts
But pray for life

Living A Lie

I am alone with all my thoughts
Alone without an hope
And I lost the thing I needed most
I feel I can't survive this fall..

Mother Of Light


Despite the lies that you're making,
Your love is mine for the taking
My love is just waiting
To turn your tears to roses...

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: mer 11 nov, 2009 - 00:29 
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kingdom non trovo che sia la loro summa. la trovo invece proiettata nel futuro piuttosto che nel passato.

troppi elementi innovativi (nel senso: nuovi x loro) x essere un riassunto.

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: dom 15 nov, 2009 - 13:41 
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Dopo essere stata bacchettata da Thelooser perchè non ho ancora scritto una pagella lo faccio anch'io...

1. Samadhi: 7 Non mi dispiace come canzone. Sinceramente la preferisco ad altre intro come Adyta (di cui mi piace solo il pezzo di piano finale). Come dite voi però anche Resign to Surrender presenta una parte iniziale che suona molto come un intro quindi Samadhi pare un po' di troppo... Però come canzone a sè stantea secondo me è piacevole.

2. Resign to Surrender: 6.5 Mi piacciono le parti in growl (e il che è tutto dire per me XD) ed abbastanza i cori... Sinceramente però non è una delle migliori dell'album... La parte finale è bella, ma prima non mi convince troppo...

3. Unleashed: 7 Il singolo... Innegabilmente da carica ed energia, ma anche questa non è una delle mie preferite... All'inizio del mio approccio al cd era una delle canzoni che mi piacevano di meno, ma dopo un po' di ascolti ci ho fatto l'orecchio ed ora la apprezzo di più.

4. Martyr of the Free Word: 9 Adoro questo pezzo! Soprattutto la parte iniziale, che ha fatto impazzire anche mio fratello (batterista). Il cantato si discosta abbastanza dal solito nelle strofe, e anche questo rende particolarmente interessante la canzone. Potente ed incalzante, soprattutto nella parte finale, fantastica!

5. Our Destiny: 8 Anche questa una delle canzoni che mi sono piaciute di più, in particolare il ritornello ed il finale.

6. Kingdom of Heaven: 9.5 E finalmente al mio pezzo preferito... Sarà perchè io sono abituata ad ascoltare progressive metal quindi gli assoli sono la cosa che preferisco di questa canzone! Diciamo che si sente chiaramente un tocco nuovo alla chitarra in questa canzone che suona piuttosto diversa dai lavori precedenti. Molto bella la parte di cantato finale di Simone che va ad addolcire tutta la canzone...

7. The Price of Freedom: 7 Interludio piacevole, molto bello il piano dai toni piuttosto inquietanti.

8. Burn to a Cinder: 8 Nelle strofe mi piace molto la voce, diversa dal solito stile Epica... Forse per questa particolarità nei ritornelli la voce non mi colpisce più così tanto. La parte lenta finale stacca molto... forse un po' troppo...

9. Tides of Times: 9 Se le ballate sono le prime canzoni che mi colpiscono al primo ascolto sono anche le prime che mi stufano... Tides of Times invece non mi ha ancora stancata! Bella l'entrata di chitarre e batteria che danno energia alla canzone, rendendola decisamente più completa e piacevole. Dal vivo indescrivibile.

10 Deconstruct: 8 A me piace molto. E' vero che si tratta di una canzone semplice... Però l'alternanza delle voci maschile e femminile è fantastica...

11. Semblance of Liberty: 5 In genere la salto... Non mi ha colpita particolarmente... La parte di dialogo è carina... Ma non mi convince...

12. White Waters: 7.5 Bella atmosfera. All'inizio non mi convince molto la voce maschile ma parte finale di Kakko è fantastica.

13: Design your Universe: 8.5 Bellissima! I cori ed il growl sono fantastici. E la voce di Simone nel finale quasi sussurrato è bellissima...


Un bel cd su cui riesco a farmi dei bei filmini mentali alla fine della solfa :P (si vede che nelle ultime canzoni ero stanca di scrivere, eh?)

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: lun 16 nov, 2009 - 14:05 
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thelooser ha scritto:
Posto qui una mini recensione fatta da un mio amico, perchè trovo sia interessante..
Non c'è andato giù tenero, ma gli ha dato un sonoro 83/100, il che mi pare molto incoraggiante..

Cita:
Samadhi: intro orchestrale abbastanza nella norma, bello il lavoro del coro stile gregoriano

Resign to Surrender: il primo riff ricorda molto i dimmu del periodo in sorte diaboli, riff principale debitore ai fear factory, poco tiro in generale, preferiscono restare sul cadenzato. Simone fa subito una gran figura, la linea vocale in growl mi piace e Arjen fa un bel lavoro sui fill e sulle rullate.
in generale traccia da 6,5-7/10

Unleashed: bel tiro iniziale anche se non approvo che seguano tutti la stessa progressione il basso segue le chitarre e le tastiere ci fanno gli accenti sopra... strofa e bridge tenuti su da batteria e tastiere: lentina ma teatrale, quindi ok. Bello il ritornello. Bel lavoro di casse di arjen...entrato lui cambiato il gruppo, chapeau. Bella la parte sussurrata, i riff nel “botto” successivo  sono 100% death metal peccato si sentano poco cmq 7/10

Martyr: inizio molto thrash strofa molto...non thrash. Un cambio un po' forzato ma accettabile.
il ritornello m ricorda i blackmore's night 6/10 non di più

siamo a un terzo dell'album e già arriva il senso di già sentito...non bene

Our Destiny: ha un intro prevedibile, bello il piano, slap abbastanza ingenuo, powerballatona da singolo. Simone è migliorata molto sulla lirica. Seconda parte pestata, come da trademark della band. Isaac ci mette del suo e lo fa anche benino, anche come riffing si sente la mano nuova 6/10

Kingdom: troppo lunga. A circa 4:00 Isaac dimostra di saperci fare, ma tanto anche, gran riffing. Comunque suoni troppo pieni su KOH preferirei una produzione più asciutta. La produzione attuale enfatizza in maniera evidente le mediobasse frequenze, il problema qual'è? Che sommando le accordature da 7 o 5 corde (quindi in B), le tastiere e l'eccessivo riverbero (sia sulle chitarre che sulle tastiere) si crea un fondo di rimbombo sui bassi che se da un lato dà botta e riempie, dall'altro fa perdere tanto in definizione, proprio su una traccia in cui ci sono degli intrecci che varrebbe la pena sentire. Una produzione del genere andrebbe bene su chitarre accordate in E (quindi con meno bassi) e con un basso che non stesse sempre sulla nota più bassa ma spaziasse su tutto il range.
Tra l'altro in generale mi piace il suono di Yves, bello medioso, peccato che si perda troppo nel minestrone quando è affiancato alle chitarre. In sostanza avrei tolto un po' di riverbero e un pelo di bassi dalle chitarre, TANTO riverbero soprattutto dai violini e avrei asciugato in generale il mix finale K.O.H. 7,5/10 alcune cose da 8 ma penalizzata dai suoni

Burn to a cinder: parte come una classica a traccia degli epica, poi diventa un mid tempo dei megadeth cantato da una donna, per momento mi sta piacendo molto. La parte lenta con la doppia cassa stona un po' ma si collega bene col riff successivo quindi bene lo stesso. La linea vocale del ritornello è bellissima, stacco col pianoforte riuscitissimo, anche qui un po' più asciutti sulla produzione e mi piaceva di più. Assolo rock 'n' roll, la canzone guadagna punti su punti, qui si sono evidentemente dimenticati di suonare gothic sinfonico e hanno fatto una traccia metal 8,5/10 con bonus per l'assolo e per il finale stile sinead o connor

Tides of time: 8,5 anche a tides... ottima traccia per incontri intimi...

Deconstruct: 9 secco, le radici nel metal estremo si fondono con una melodia quasi pop...e stranamente la cosa mi piace! Bel tiro, bei riff,tastiere e coro nei punti giusti...bella.

Semblance of liberty: il riff con più tiro di tutto l'album, stranamente senza il buco melodico/stucchevole, un bel thrash/death moderno condito di tastiere e voce femminile..9,5/10 e miglior pezzo dell'album.

White waters: L'intro mi ricorda One dei metallica...ma perchè io sono un thrashone...atmosfere soffuse, arpeggini, duetto...Trois Vierges parte seconda, nulla da eccepire ma non è il mio genere di traccia 7/10

Design your universe: ovviamente partenza soffusa, dopo WW una schitarrata potrebbe uccidere XD. Crescendo educato e graduale, poi via di riffone (e qui mi si odierà) di scuola Korn! Come da copione la strofa ipermelodica acustica blocca il tiro, ma si è capito che è il loro stile e quindi non recriminiamo... l'alternanza leggero/pesante è ben gestita e per quanto molto marcata, non da fastidio. Non è il mio genere, a plauso alla composizione: 8/10

Incentive: è una bonus ergo sv, comunque mi aggrada.

in generale album di fascia medio alta, sicuramente al momento non hanno rivali nel loro genere. 83/100, diciamo che al momento gli epica per il metal femminile sinfonico sono quello che erano i dimmu borgir per il black melodico; nuovi arrivati e simone sugli scudi, ottimo lavoro. Yves come al solito fa il suo andando dritto, una vita da mediano..[ha fatto questo commento particolare per Yves perchè lui è bassista NdThelooser]



Mi rimane un po' difficile capire come abbia potuto dare un voto globale così alto avendo dato 3 sufficienze alle singole tracce...

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 Oggetto del messaggio: Re: Design Your Universe: Pagelle
MessaggioInviato: lun 16 nov, 2009 - 15:14 
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Cita:
Mi rimane un po' difficile capire come abbia potuto dare un voto globale così alto avendo dato 3 sufficienze alle singole tracce...

Forse perchè ritiene che nonostante tre brani appena sufficienti il resto sia talmente buono da meritare lo stesso un giudizio più che positivo, nonostante la media aritmetica non torni;o girandola, che l'album sia molto buono e quei tre brani non bastino ad abbassare il livello complessivo del'album.


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